Uno spettacolo divertente dalle interpretazioni marcate scritte assieme ad altre tre farse nel 1957. Partendo da uno spunto “giallo”, l’irruzione in una casa da parte di un ladro; la narrazione prende subito una piega comica. Si tratta di una commedia degli equivoci, che rifà il verso agli intrecci del teatro francese di fine secolo, con tutti gli elementi del Vaudeville. La rappresentazione acquista poi particolare rilevanza sociale per il periodo storico in cui è stato scritto, tra gli anni ´50 e ´60 quando non c´era ancora il diritto al divorzio e non poche coppie furono condannate al carcere per adulterio.
“C’e’ una satira dell’ipocrisia borghese che evidenzia la professionalita’ del ladro che vede il suo lavoro proprio come un bouleau, come dicono i francesi, proprio come il lavoro, il lavoro per antonomasia e dall’altra parte la preoccupazione dei borghesi di appianare, di ridimensionare, di coprire, di insabbiare, di mascherare ogni stortura. Il furto fa scatenare lo scandalo fra le coppie e allora si preferisce dare al ladro la possibilità di realizzare tranquillamente il proprio lavoro. Il personaggio positivo e’il ladro, mica le coppie borghesi!” (Dario Fo).
Personaggi | Interpreti |
Ladro | Vito Pascariello |
Moglie del ladro | Rossella De Donno |
Uomo (proprietario della casa) | Vincenzo Coppolino |
Donna (amante uomo) | Giuliana Rizzo |
Anna (moglie uomo) | Luisa Casserino |
Antonio (amante di Anna) | Marco Candatore |
Secondo ladro | Alessandro Gervasi |
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